



Premesse
Julie 2021, nasce con la vendemmia 2021 il mio primo bianco con una fase di elevage di 12 mesi in rovere francese.
Nasce dalla mia irreprensibile voglia di sperimentare e percorrere l’impervia via del mettere a riposo dei vini in legno per anni.
Adoro il vino, impazzisco per i rossi potenti e strutturati, non ho mai dedicato particolare attenzioni ai bianchi e in tutta onestà dopo aver deciso nella vendemmia 2021 di produrre un bianco elevato in rovere, c’è stato un momento di ripensamento, fin quando non sono trascorsi i primi sei mesi di affinamento, lì in quel momento, lo ricordo benissimo, compresi che fino ad oggi avevo sbagliato a non giocare con un bianco prima.
Non amo i bianchi particolarmente, ma inizio ad amare certi bianchi, quei bianchi che trascorrono una loro fase di elevage e divengono qualcosa d’altro.
Più carichi, più densi, amo la densità nei vini, bouquet strutturati, intensi, penetranti, al palato più corposi, spessi, sapidi, quasi da sembrar rossi.
Dopo 6 mesi di elevage ho scoperto che amo i bianchi, c’è sempre tempo per arricchirsi di nuove sfumature, di migliorare e di aver il coraggio di dire a se stessi, caro Carmelo ti eri sbagliato sui bianchi per pura e semplice ottusaggine.




Frutto di una micro vinificazione in uvaggio di Grillo e Viognier, su lieviti indigeni e in affinamento per 12 mesi in fusti di rovere francese, a cui seguirà una fase di riposo in bottiglia per un ulteriore affinamento del vino.
Come i miei rossi, anche Julie non verrà filtrato, come al solito per quanto mi riguarda filtrare è come togliere quelle microscopiche sfumature che alla fine costituiscono l’anima e l’essenza del vino stesso.
La produzione di bottiglie si aggira sulle 300 circa, ogni bottiglia come al solito viene numerata per garantire l’unicità della stessa.
Dicono di Julie
