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Carmelo Cappello

Contattami pure per scoprire dove trovare o come avere i miei vini.

Feel free to contact me to find out where to find or how to get my wines.

N’hésitez pas à me contacter pour savoir où trouver ou comment vous procurer mes vins.

Kontaktieren Sie mich gerne, um herauszufinden, wo Sie meine Weine finden oder wie Sie sie erhalten.


27/05/2025

Julie 2024, da 3 mesi in elevage.

Julie è stato il mio primo bianco frutto di una specie di scommessa fatta con un amico, da quella prima nel 2021, ogni anno Julie ha sempre più racconto consensi e ritagliatosi un posto di rilievo nella mia piccola produzione artigianale.

Sono un maniacale ed anche un passionale, Julie fin dall’inizio è stato prodotto in 300 bottiglie e tali rimarranno nel tempo.

La qualità di Julie divenuta nel tempo riconoscibile e molto apprezzata , richiede tempo e dedizione.

Dopo tre mesi di elevage inizio a fare le prime valutazioni di un annata la 24 , straordinaria.

Amo i lavori di cantina, amo star li ad ascoltare i sussurri del vino che riposa, spesso moine sembran esser.

Ogni settimana nuove sfumature il riposo dona a Julie, cosi come alle altre mie signorine che riposano.

Un custode sono, un custode del tempo che scorre in attesa che voi tutti possiate apprezzare il frutto d’una terra incredibile e di uno dei suoi abitanti.

04/04/2025

A sinistra Candra a destra Julie entrambe 2024 da un mese in legno
Difronte alla rispettive etichette di pertinenza.

Oggi valutazione andamento affinamento del mio nuovo bianco, Candra 2024, in orizontale con Julie 2024, che oramai conosco benissimo come anche molti di voi.

La base dei due vini è quasi identica, stesso uvaggio di grillo e viognier con percentuali tra i due con qualche variazione, presenza di una percentuale di varietà reliquie ed una macerazione un po’ più lunga, non di molto ma giusto quel che basta per avere una sfumatura differente.

L’affinamento, anch’esso differisce per donare a questi vini delle sfumature diverse, Julie affina in fusti di rovere di piccola dimensione mentre Candra in tonneaux da 500 litri in cui l’anno prima ha riposato uno dei miei rossi.

Data la macerazione un po più pronunciata in Candra rispetto a Julie , già si nota un colore più deciso reso ancora più marcato dal riposare in un fusto dove ha riposato un rosso, che per quanto si possa lavare e rilavare e usare vapore, sempre qualcosina cede.

In bocca si ha un profilo con una leggerissima differenza, ma è al naso dove si notano le maggiori differenze.

Chiaramente in entrambi regna la frutta gialla , ananas, pesca , ma in Candra diviene più irruenta , mentre in Julie più fine.

Oggi bere Candra mi ha divertito molto e io non sono uno a cui piace divertirsi bevendo bianco, eppure oggi…..

02/04/2025

Margot 2021

Nero d’Avola,15 mesi di elevazione in rovere francese e 23 mesi di affinamento in bottiglia.

Al naso una intensa sensazione di frutta rossa, un alcool pronunciato, spezie, un fumo moderato ma presente, una rosa canina presente ma non invadente, inizia ad uscire una nota di amarena e un qualcosa di minerale quasi un sottobosco, più ossigena è più inizia ad esprimere il suo carattere.

In bocca ha un enorme freschezza, un tannino molto vivace ma allo stesso tempo capace di stimolare il palato con un sol sorso, una liquirizia , la nota amaricante la ritrovo anche in bocca cosa che denota una continuità tra naso e palato, quasi un mirto.
Una persistenza molto lunga che lascia in bocca quella nota amaricante che pulisce bene e che caratterizza i miei vini e che amo in particolar modo.

Questa annata 2021 sta avendo un riscontro e un apprezzamento veramente inaspettato, sono felice delle tante critiche positive e delle innumerevoli richieste sopratutto da parte di attività dove le nicchie la fanno da padrona.

27/03/2025

Primo assaggio comparativo tra Candra 2024(dx) e Julie 2024(sx), stesso uvaggio dai Grillo e Viognier con diverse percentuali tra i due vitigni e in Candra una aggiunta di varietà reliquie .

All’apparenza entrambi i vini sembrano simili, ma Julie si dimostra più sobrio come vino mentre Candra ha un tono aromatico in più.

Chiaramente il percorso di elevage è ancora all’inizio, e le differenze di dimensione dei fusti ancora non si notano, al contrario si nota in Candra il fatto che il tonneaux prima conteneva un altro vino, nel caso specifico un rosso, Margot.

L’idea di base è quella di un elevage più importante per Julie 2024 ed un elevage normale per Candra 2024.

Il colore per adesso risulta quasi identico, ma c’è una velata differenza tra i due data dall’uvaggio e dalla leggerissima macerazione.

L’alcool è di circa il 13%, entrambi sono di base già dei vini che hanno una buona densità, cosa chè migliorerà e si marcherà maggirmente durante la permanenza in elevage.

Julie 2024 segue la stessa filosofia di tutte le altre annate con sempre qualche piccola sfumatura di miglioramento, almeno ci provo a migliorare qualcosa.

Candra 2024 nasce in questa annata ed è frutto della mia piccola esperienza con Julie con delle variazione volte ad offrire un ulteriore sfumatura di un bianco a modo mio.

Cercherò di tenervi aggiornato sulle varie tappe di questi vini.

26/03/2025

Margot nasce nel 2016, prima annata, affina in un tonneaux di rovere francese per 14 mesi e un ulteriore riposo in bottiglia per 24 mesi, questo per conferire a Margot il giusto profilo.

Attulmente è uscita l’annata 2021, è abbiamo messo in affinamento l’annata 2024 tanto tempo hanno bisogno i miei vini ed io do loro il tempo necessario.

Continuo sempre a lavorare su questo vino cercando ogni anno di interpretare l’annata e riuscire a tirar fuori sempre il suo carattere forte e siculo.

Margot da subito è stato ben accolto dalla critica, si è meritato articoli e belle recenzioni da parte di addetti hai lavori e grandi appassionati, raggiungendo tra l’altro belle quotazioni e mercati di niccha in Italia, Europa ed anche in Giappone.

Trovo un grande riscontro ed apprezzamento per l’annata 2021 che sta rgalando tante soddisfazioni, un annata la 21 difficile per tutti a causa del caldo torrido di giugno, ma che ha regalato un vino da profilo molto siculo.

In questi giorni ho fatto una mini verticale tra la 20 e la 21, e siamo difronte a due grandi Margot le sfumature che li differenziano ci sono, ma sono sfumature intriganti in entrambi.

Sfumature che differenziano e particolareggiano le due annate, amo questo vino e capisco perchè la gente si sia affezionata a Margot e il perchè delle crescenti richieste di questo periodo.

Voglio ringraziare tutti voi per il supporto e l’apprezzamento che ogni volta mi dimostrate.

Margot 2021 è ancora disponibile chiedete pure le vostre bottiglie tramite email o Whatsapp

21/03/2025

Oggi sono nella vecchia sede dove ancora riposa il mio primo tonneaux, a cui ho dato il nome di “Origine”, perchè tutto è iniziato con questo tonneaux.

Origine custodisce un Nero d’Avola annata 2021, riposa da ben 37 mesi, rimarrà a riposare per altri 10-11 mesi per andare in bottiglia.

Vorrei trasformare questo vino in un vino perpetuo per arrichhire di sfumature la sua natura, il suo carattere, vedremo ho ancora 11 mesi per rifletterci.

Al naso è molto fine, con sentori terziari molto eleganti, una bella frutta rossa delicata. In bocca domina la morbidezza con un tannino ancora vibrante ma ben inserito, suadente.

Il colore lo lascio giudicare a voi.

Ai prossimi aggiornamenti.

20/03/2025

Era il 2020 periodo pre-covid quando presentaii la mia prima annata, la 2016, due vini entrambi elevati in legno e con un lungo affinamento.

Uno era un Nero d’Avola, Margot, l’altro un Syrah, Sophie, negli anni successivi c’era sempre qualcosa che non andava nella vinificazione del mio Syrah, ma negli ultimi anni ho trovato la quadra e quest’anno torna a riposare.

Finalmente!

Finalmente!

Potrò offrirvi nuovamente Sophie, un vino che nell’annata 2016 è arrivato a quotazioni interessanti ed inaspettate.

Quindi non vi rest che rimanere in sintonizzati, per le future info su Sophie.

20/03/2025

Ho iniziato la mia avventura nel 2016, esclusivamente per la voglia di coltivare la mia profonda passione per il vino. Con il tempo ho avuto la fortuna di ricevere tanti consensi per i vini che presentavo ogni anno, cosa che mi ha spinto a continuare a divertirmi.

Un hobbie, una passione, un lavoro, ancora oggi non ho capito cos’è tutto questo, ma sono certo, che tutto questo mi prende e mi appassiona.

Oggi compio un ultieriore passo nel coltivare questo mio tutto, ho una nuova bottaia che inizia a prendere forma, nelle prossime settimane completerò la sala di imbottigliamento e confezionamento e avrò pure uno spazio da dedicare ad eventi culturali.

Ho intenzione di aprire il mio piccolo garage/cantina a chi ha voglia di fare cultura, coltivare cultura, voglio alimentare quel profondo connubio tra vino e cultura.

Uno spazio cantina o una cantina spazio, diversa dal solito, un idea di arricchimento ed accrescimento per me innanzitutto ed anche per la mia città, spero di avere la possibilità di riuscire in questo, la voglia di dare qualcosa di bello in me è innata.

09/03/2025

20/02/2023

Mesi trascorsi

25/10/2022

La bottega dell’artigiano

Un artigiano con la sua piccola cantina/bottega artigianale, ove l’imperativo oramai è scandito dallo scorrere lento del tempo.

In questa vita frenetica, sembra quasi un paradosso, quasi anacronistico, condurre una vita guidata dal lento scorrere del tempo. Il vino riposa nei suoi fusti, nelle bottiglie, accudito ed intanto i nuovi vini frutto del’ultima vendemmia iniziano a prendere carattere, tutto scandito da un naturale e lento scorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi e degli anni.

Questo lento scorrere del tempo da la possibilità di svolgere alcune attività in cantina a mo di bottega artigianale, come la preparazione delle bottiglie dell’annata che devono andare sul mercato.

Quasi fosse una sartoria ultimamente il mio garage, la mia bottega, la mia piccola cantina tra sigilli, ceralacche, etichette, velina, tanti passaggi condotti con una acquisita manualità degna proprio un artigiano che crea cose con le sue mani.

Che avventura strana, in quest’epoca cosi frenetica essere artigiano, quasi come andare controvento, ma son convinto che il sembrar cosi strano sia dato dal fatto che abbiam perso questo senso giusto della vita, d’una vita vera e reale e ci siam fatti trasportare dal un vento distruttivo.

Amo le mie Signorine per ciò che mi stanno dando, per il senso della vita che mi stanno regalando, ogni calice racconta questo ritrovato senso della vera ed autentica vita, ogni calice per me rappresenta questo e spero che nel sorseggiare una delle mie signorine possiate apprezzare questo, possiate apprezzare la lentezza, il tempo, la passione che è stata necessaria affinchè quel calice potesse esser riempito e goduto da voi tutti.

06/05/2022

Estate di degustazioni in bottaia

03/05/2020

L’anima di artigiano che ho scoperto di avere attraverso la mia passione per il vino, mi spinge a sperimentare e a misurarmi in nuovi campi della vinificazione e dell’affinamento.

Con questa vendemmia inizia la mia avventura nel mondo dei vini bianchi, inizia perchè l’intenzione in questa vendemmia era iniziare a prendere confidenza con la vinificazione dei bianchi, materia questa che fino ad oggi non aveva attirato la mia curiosità.

Come ho detto fino ad oggi, ma l’idea di un bianco macerato ed elevato in legno ultimamente mi aveva stuzzicato e cosi in questa vendemmi ho fatto la mia prima vinificazione in bianco senza macerazione, ho preferito partire dalle basi.

Oggi, dopo un po di mesi posso dire con tranquillità che ho ottenuto un vino interessante con delle buone potenzialità, chiaramente la strada è lunga per questo vino, la manutenzione di un bianco in legno è roba diversa da un rosso.

Un giallo paglierino ancora torbido dato che odio i filtri, un naso di agrumi, pesca gialla, molto floreale, in bocca ha una sua morbidezza avvolgente conservando una freschezza elegante, per adesso, sottolineo il “per adesso”, perchè non ho assolutamente esperienza sui bianchi e sulla loro gestione in legno e per quanto la mia bottaia sia sotterranea, ho da passare un estate che qui in sicilia negli ultimi anni è sempre più torrida.

Non sono mai stato un amante dei bianchi, amo i rossi strutturati e maturi, ma sperimentare, mettermi alla prova, giocare con la cura, le attenzioni, le tribolazioni ed il tempo, mi diverte e rilassa pure.

Sottolineo tribolazioni, perchè quest’anno ho avuto pure la sfortuna di perdere una vasca di vino, era un vino molto promettente, ma non so come ma ha subito una contaminazione è sè perso per strada ed mi è toccato aprire la valvola di fondo e buttarlo, un vero peccato.

07/03/2022

Progetto sfumature del tempo

Il mio approccio al vino in questi anni è cambiato ed è maturato molto in relazione a ciò che mi ha sempre affascinato nel vino, le sue evoluzioni nel tempo ed è per questo motivo che ho dato inizio a questo mio piccolo progetto, LE SFUMATURE DEL TEMPO.

Le sfumature che il tempo sa donare al vino, il tempo sa essere un grande creatore di sfumature, basti pensare allo stesso vino nell’anno e allo stesso con più anni, il tempo come sintesi, come amalgama di intensità, di complessità.

Sono sempre stato affascinato da questa materia, il vino in continua evoluzione, capace nel tempo di divenire qualcos’altro.

Da subito, il mio inizio è stato contrassegnato dal tempo, il mio primo nero d’avola (Margot 2016), vino che amo e che rappresenta la ragione per cui faccio il vino, uscì dopo 14 mesi di elevagè e 20 mesi di affinamento in bottiglia.

Da quel 2016 ho maturato in me, questo concetto di TEMPO, ed oggi questa maturità mi porta ad iniziare ad offrire un vino come Anika 2021, un Nero d’Avola dell’anno, fresco, fruttato, giovane, a cui accostare Margot 2019 , lo stesso vino, frutto della stessa pratica artigianale in vinificazione, proveniente dalla stesso vigneto, ma con un elevagè di 17 mesi in Tonneaux e 16 di bottiglia (Ottobre 2022), e spero, a queste due signorine, tra qualche anno di poter affiancare un terzo nero d’avola frutto di un elevagè più lungo, più sofferto, ma che sappia offrire un’altra sfumatura che solamente il tempo sa creare.

Io, Origine e il mio Nero d’avola

La voglia di offrire le sfumature di un vino, del mio nero d’avola, giovane , fresco, fruttato, con Anika, maturo complesso con Margot, e chissà come con il mio nero d’avola che ho affidato ad “Origine“, il mio primo tonneaux per custodirlo per i prossimi 48 mesi.

Avere la possibilità di poter bere lo stesso vino, della stessa vigna, vinificato seguendo le stesse movenze artigianali, ma con sfumature totalmente diverse tra loro.

Un vino, un vigneto, un artigiano, il tempo in tre vini, in origine simili ma sfumati dal tempo, in complesse complessità che tutto sommato sono le stesse complesse complessità che rendono la vita bella ed interessante ad ogni età.

07/03/2022

Mettiamo sigilli, questa è la mia pausa pranzo in queste settimane.

Ogni bottiglia è rigorosamente confezionata a mano, in modo rigorosamente artigiano, amo avere questo genere di rapporto con ogni singola bottiglia che offro, un legame viscerale, fonte di passione, sacrifici e fatica.

Posa dei sigilli

Sigilli

Ad ogni bottiglia viene prima apposto il sigillo, subito dopo si svolge la fase di sigillatura a caldo con la gommalacca, poi si passa alla pulizia delle bottiglie una ad una ed infine viene apposta l’etichetta ed in alcune anche la retro etichetta.

Tutti questi passaggi servono anche ad avere un controllo particolare su ogni singola bottiglia, teso a garantire il più che possibile un livello di garanzia.

In ogni bottiglia la mia speranza e che ognuno di voi possa percepire la passione e l’amore che metto per questa materia in continua evoluzione.

Dare se stessi attraverso un singolo calice di vino, penso sia una bella aspirazione, a cui dedicare le pause pranzo, le domeniche, i momenti di relax e la propria vita.

27/02/2022

Durante questo mese di febbraio, dopo aver imbottigliato l’annata 2020 e pulito e sanificato a dovere i tonneaux, ho messo a riposare l’annata 2021.

Per l’annata 2021 abbiamo 2 tonneaux di nero d’avola, 1 tonneaux di frappato, 1 tonneaux di merlot e 2 feuillette bourguignonne di cerasuolo reliquia.

Oggi abbiamo completato la messa in elevagè anche di un altro tonneaux, questo tonneaux ha un nome, si chiama “Origine“, perchè è stato il tonneaux che nel 2016 diede vita a Margot 2016.

Tonneaux “Origine”

Ho destinato Origine a ospitare sempre un nero d’avola, lo stesso nero d’avola che da Margot, ma con l’intenzione di iniziare con quella idea sempre viva in me di lavorare con lunghi elevagè.

Il vino è una materia costantemente in evoluzione e non segue schemi prestabiliti in cantina, ma segue il tempo, un artigiano ne è solamente un custode, per questo motivo non so di preciso quanto sarà lunga la fase di elevagè, nelle mie intenzioni c’è la voglia di arrivare a 72 mesi complessivi di elevagè, divisi in 48 mesi di permanenza in tonneaux e 24 in bottiglia, almeno come obbiettivo minimo.

Il tempo, le cure e le attenzioni e i costanti assaggi mi diranno se sarà possibile arrivare a 48 mesi di elevagè o andare oltre o anticipare la fase di imbottigliamento, perchè l’intenzione è quella di offrire un nuova sfumatura che solamente il tempo sa creare.

Questa voglia, questa intenzione, sarà sempre nello spirito di rispetto di questa materia in costante evoluzione, non voglio forzare nulla, l’intenzione è quella di continuare con la bellissima sinergia tra il vino,il tempo e Me stesso.

Sarà il vino, il tempo e la mia sensibilità di artigiano a stabilire di volta in volta se è il caso di continuare la fase di elevagè o di accorciarla o terminarla prima o dopo.

Mi sono prefissato proprio questo, nessun obbligo preciso, step by step valuterò, e se non dovesse essere all’altezza, non avrò nessun dubbio nel non procedere oltre.

Se sarà sarà, altrimenti ci sono sempre gli amici con cui bersi questi 500 l di vino.

P.S.

Mio padre ed alcuni amici, mi avevano consigliato di utilizzare Origine per fare un vino più veloce, magari con un passaggio breve in tonneaux, ma oltre non essere una cosa nelle mie corde, ho riflettuto bene su cosa significasse un vino con una fase complessiva di 72 mesi di affinamento, minimo.

Io ho 45 anni, 72 mesi sono 6 anni, adesso 45 anni + 6 anni fanno 51 anni, significa che se questo vino sarà, stapperò una bottiglia quando avrò 51 anni come minimo, e l’idea di bere un vino fatto oggi, quando avrò 51 anni mi ha dato quella spinta nel volerci tentare.

Solamente pensarlo mi affascina tanto, tantissimo e se dovesse andare tutto bene, vi posso dire che lo farò uscire il 29 Luglio del 2028, il 29 luglio è da sempre il giorno del mio compleanno.

23/01/2022

Imbottigliando l’annata 2020

Imbottigliamento Nero d’Avola

Il 16 Gennaio e il 23 Gennaio 2022 ho imbottigliato i due tonneaux di Margot , il mio Nero d’Avola, operazione quella dell’imbottigliamento molto delicata da cui dipende la futura evoluzione e conservazione del vino stesso.

Svolgo l’imbottigliamento di domenica perchè durante la settimana faccio un altro mestiere, l’artigiano del vino è per me una enorme e smisurata passione che mi spinge, come del resto spinge tutti gli altri artigiani del vino, ad alzarmi alle 6 di mattina di domenica quando fuori ci sono 3 gradi e ad andare in bottaia dove la temperatura e bella fresca a riempire bottiglie, impiego circa 9 ore.

9 ore di cui le prime 6 dedicate alla fase vera e propria dell’imbottigliamento e le altre tre intervallate da una pausa pranzo, dedicate alla pulizia e alla sanificazione, quest’ultima fase essenziale ed importantissima.

In queste mattine domenicali, quando alle 6 di mattina dopo aver svolto il travaso del tonneaux, mi siedo con la mia copertina di pile ed inizio ad imbottigliare, devo confessarvi che provo un certo piacere, una sensazione di pace e relax, per quanto ad un certo punto le fatiche si facciano sentire, continuo ugualmente a sentirmi molto in equilibrio con me stesso.

Penso che questo equilibrio che provo, sia la stessa sensazione che ogni artigiano provi quando intento sta a far ciò che più ama.

Mancano ancora due domeniche per terminare l’imbottigliamento dell’annata 2020, il prossimo tonneaux sarà quello di Emily, il mio Frappato, poi l’ultima domenica spetterà al tonneaux di Agnès il mio Merlot, penso che finita questa fase di imbottigliamento, mi mancheranno queste domeniche di sveglia mattutina, con il freddo che ti avvolge, riscaldato solamente dal profondo amore per il vino.

Si decisamente ho scoperto, grazie al vino, non soltanto di avere un anima artigiana ma anche nuovi ritmi di vita, più a contatto con me stesso, devo tanto in questo momento al vino.

10/01/2022

Ròse 2020

Domenica 9 Gennaio ho imbottigliato Ròse 2020, il mio Cerasuolo Reliquia, così come l’ho soprannominato o Cerasuolo Arcaico se volete.

Un vino la cui intensione mia era quella di ricercare il gusto antico del vino di Vittoria, quel vino che era frutto di una vinificazione che il vignaiolo vittoriese conduceva vinificando in modo massale il frutto della sua opera di contadino.

Poco attenti a quei tempi, qui a vittoria dove il cerasuolo e frutto di un blend, a ottenere un vino frutto di proporzioni alchemiche, ma frutto di ciò che rendeva il vigneto nell’annata.

Allora il Vino di Vittoria, oggi Cerasuolo di Vittoria DOCG, era frutto di un unico uvaggio dato da ciò che il contadino riusciva a produrre di nero d’avola di frappato e di tutte le altre varietà minori presenti nella “linguata”.

La linguata altro non era che una lingua di vigneto dove erano presenti tante altre varietà sia bianche che nere, normalmente incideva per un 7/8 % della superficie.

Di conseguenza il vino di Vittoria, nelle varie annate era frutto di uvaggio con percentuali variabili di Nero d’avola, Frappato e altre varietà.

Con l’avvento dei vari disciplinari si è cercato di standardizzare in modo a mio dire molto freddo il Cerasuolo di Vittoria rinchiudendolo all’interno di percentuali con intervalli tra Nero d’avola e Frappato più o meno definite e tralasciando via via anche l’utilizzo di altre varietà, che forse e dico forse concorrevano in modo variabile nelle annate a dare quella caratteristica che ha da sempre dato rilevanza al vino di Vittoria.

Con Ròse la mia idea è stata quella di interpretare il Cerasuolo di Vittoria in una chiave arcaica o reliquia, partendo proprio dal concetto che hai tempi in cui Vittoria era un unico vigneto ad alberello, il vino di vittoria era frutto di ciò che c’era nel vigneto e ciò che il vigneto produceva nell’annata.

Si potevano avere annate con produzioni scarse di nero d’avola e buone di frappato e ottime di quel 7/8 % di vigneto ove erano presenti diverse varietà, di conseguenza il vino che si otteneva, era pur sempre un vino di vittoria, ma non era più frutto di un blend di Nero d’Avola al 60%-70% e Frappato 40%-30%.

Partendo da questo esempio limite, chiaccherando con gli anziani e le ricerche condotte sulle varietà reliquie che la regione Sicilia sta cercando di recuperare e valorizzare, ho voluto dare vita a questo vino proprio con l’intento di ritrovare il sapore antico del Cerasuolo di Vittoria.

Un sapore, un profilo oramai perso che vive nella memoria di qualche anziano. Un idea di tornare indietro e di rendere più autentico, più vicino a ciò che era, questo grande vino di Sicilia che merita la DOGC, consapevole che ciò che si è perso difficilmente può essere recuperato.

Ma da piccolo artigiano e amante del vino e sopratutto innamorato della mia terra, volevo dare il mio piccolissimo contributo affinchè non si dimentichi mai da dove si viene, perchè avere ben impresso da dove si viene rende più semplice capire dove di deve andare.

La mia terra ha bisogno di non dimenticare le sue tradizioni, la sua grande ricchezza culturale e agroalimentare, non dimenticare ma recuperare, salvare e custodire.

Questo per me è la chiave del futuro per la mia Sicilia e la mia Italia

20/12/2021

Essere artigiani del vino.

Le mie Signorine
Ròse 2020

Dare sfogo alla propria creatività di artigiano mi appassiona sempre più né è dimostrazione Ròse.
Ròse è un vino che parte da una base ben definita, il Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG della Sicilia.
Il Cerasuolo di vittoria è un blend di Frappato e Nero d’Avola.
Partendo da questa base ho ulteriormente arricchito il blend con un uvaggio frutto di un mix di varietà dette reliquia, varietà minori e in via di estinzione che in Sicilia si sta cercando di recuperare e valorizzare.
Questo uvaggio era composto, lo è anche quest’anno, da 10 varietà raccolte in diversi vecchi vigneti, per gentile concessione dei vignaioli, 4 di queste varietà erano e sono bianche.
Tutte queste varietà per riuscire ad essere vinificate contemporaneamente erano per lo più sovrammature.
Svolta l’alcolica e la malolattica, ho fuso le due vinificazioni in un Blend ove il Cerasuolo sta al 70% e l’uvaggio mix al 30%.
Per stabilire la percentuale non ho tenuto conto di particolari aspetti tecnici, ma ho proprio condotto diverse miscele con step di variazioni del 10 %, questi tagli sono stati imbottigliati in bottiglie da 500 ml e assaggiati a distanza di 20 giorni.
Durante questi assaggi ero concentrato a ricercare il gusto più rude ed inconsueto rispetto ai miei altri vini.
Un gusto più contadino, contadino di un tempo.
Come se questo vino fosse stato fatto 100 anni fa dal mio bis nonno Francesco, che nella sua vigna non solo aveva il Nero d’Avola e il Frappato, ma anche tante altre varietà autoctone, ed a quei tempi si era soliti vinificare in uvaggio tutto insieme, ottenendo un vino contadino, un vino di vittoria, che con il tempo e i vari interventi del disciplinare è divenuto frutto solamente dei due grandi vitigni della mia zona.

Oggi dopo un anno quasi di riposo in feuilette, Ròse è un vino rude, con delle spigolosità, con una elevata mineralità, conserva una frutta integra che si cela dietro una asperità che pian piano svanisce per lasciarti in bocca il sapore dell’uva matura, ha alcool, un colore rubino incredibile.(rubino sangue di piccione)
Ciò che mi soddisfa di Ròse e che in questo anno di riposo, sia riuscito a mantenere inalterato il suo carattere iniziale, non era intenzione e voglia la mia di cambiarlo, altresi la mia idea era quella di valorizzare il suo carattere.
Fin dall’inizio si è dimostrato un vino che si svelava pian piano, oggi questa sua natura continua a persistere, inalterata nel tempo.
Un vino rude, con grandi note balsamiche, che richiamano all’uva matura, al melograno, al palato colpisce subito una grande freschezza unita ad una ruvidezza, una intensa mineralità, quasi un legame molto forte, un richiamo molto intenso alla terra, che pian piano sfuma in un finale di accattivante acidità che lascia subito dopo in bocca un frutto ben delineato con quella nota dolce tipica del mio terroir, avvolte sembra come se si schiacciasse un chicco d’uva bello maturo in bocca, altre volte come se fosse del melograno maturo.
Un chicco d’uva bello maturo in bocca, che ti lascia tutta una scia di sfumature di sapori intensi in bocca.
Il tempo di elevazione, non ha cambiato la sua natura, ma sembra avere reso Ròse, solamente un più elegante e maturo nel suo carattere.
Queste valutazioni, questo racconto, precede la fase di imbottigliamento, tra un po’ Ròse andrà in bottiglia e inizierà la sua fase finale di affinamento.
Affiderò Ròse nuovamente alle cure e alle attenzioni del tempo, affinchè il tempo continui la sua opera.
Un artigiano del vino ha due grandissimi alleati, due grandissimi assi nella manica, due armi segrete, LA PASSIONE ed IL TEMPO.

Ròse non è un Cerasuolo di Vittoria, ma il mio CERASUOLO RELIQUIA cosi come forse un tempo era.

13/12/2021

Aluna 2021,Grillo

Prima esperienza di vinificazione in bianco per me, Aluna 2021 è un grillo, vinificato senza macerazione e senza nessuna filtrazione, ancora giovanissimo, ho fatto poche bottiglie per i mie tester e i miei clienti, che già hanno molto apprezzato Anika 2020, in bottiglia troverete sicuramente del sedimento, ma io non amo filtrare come del resto tanti miei colleghi artigiani, filtrare toglie l’anima al vino.

Al naso colpisce prepotente la frutta gialla, con una nota di erbaceo accentuata anche dalla giovinezza, amo il sottofondo agrumato.

In bocca esplode la sua natura fruttata e la sua anima molto fresca, segue le sensazioni olfattive, con quel bel agrumato che unito alla freschezza , solletica e stuzzica il palato verso un nuovo sorso.

Questa’anno poche bottiglie, l’intento e arrivare con glia anni ad un macerato da lungo affinamento.

08/12/2021

Imparando a vinificare in bianco.

Non ho mai vinificato in bianco, detto fra noi non sono un amante dei bianchi e a chi mi chiedeva perchè non facevo un bianco, ho sempre risposto che non essendo un amante dei bianchi, l’unico modo per fare un bianco era che doveva nascere dentro me l’idea di fare un bianco.

Mi sono innamorato dei colori intensi e particolarissimi di certi bianchi macerati e con lungo affinamento e l’idea di provarci mi stuzzica, mi intriga, forse alla fine non riuscirò, magari fare bianchi non sarà cosa mia, però voglio ugualmente misurarmi con questa piccola sfida nei prossimi anni.

Chiaramente tutto non è facile, quindi ho deciso in questa vendemmi di vinificare del grillo per iniziare a prendere confidenza e fare esperienza con la vinificazione in bianco.

Questo Grillo non ha macerazione, ho preferito iniziare dalle basi, perchè per provare o tentare di fare un bianco destinato ad un lungo affinamento, serve tanta esperienza ed io non nè ho.

Il vino che ho ottenuto ha un bel colore giallo paglierino, ancora un po torbido perchè non filtro e ancora è più che giovanissimo.

Come al solito ho fatto una mezza dozzina di bottiglie per iniziare ad avere dei feedback.

Ha un bellissimo naso di frutta ancora una nota erbacea e un bel agrumato, in bocca una bellissima acidità con una bella escursione di frutti e una leggerissima nota alcolica.

Spero questo fine settimane di avere le prime etichette test per iniziare ad avere le prime critiche.

Questo se riuscirò sarà un qualcosa che richiederà tempo, tempo per perfezionarmi e se riesco nei prossimi anni ha trovare la quadra giusta, tempo per l’elevazione.

Per adesso mi diverto a giocare con i Grilli.

Grillo 2021

08/12/2021

Anika

Anika segue la mia idea di dare nomi di donna ai miei vini, ma questa volta con un omaggio al mio dialetto che amo tanto. “A’nica” in dialetto siciliano significa “la piccola”, un nome che calza a pennello perchè questa è la produzione più piccola che faccio, e già la linea dei vini evoluti e piccola.

Essere artigiano permette di divertirsi e sperimentare ed io mi diverto molto,oltre al fatto che tutto il lavoro che ci sta dietro mi rilassa, per quanto in alcuni momenti risulti faticoso.

Anika 2020

Note di degustazione Anika 2020, nero d’avola che altro non è che la base del mio Margot, che non va in legno ma resta in acciaio.

“Prepotente la nota amaricante, tannino forte deciso presente in maniera lunghissima soprattutto ai lati della lingua.
Lunghissimo continua con il mirto e spezie forse pepe nero.
Dopo un po’ dall’apertura al naso comincia a trasformarsi appena dispersa quella leggera nota alcolica.
Per far venire fuori Frutti rossi e ciliegie sotto spirito.
Cambia anche il palato,diventa rabarbaro e liquirizia con il tipico finale dolciastro che persiste molto a lungo soprattutto ai lati della lingua e sulle pareti della bocca.”

N.B.

Questa nota di degustazione non è frutto dei miei assaggi ,ma degli assaggi di un cliente ed oramai amico, Giovanni Papagno, che come sempre assaggia i miei dandone un parere schietto e molto preciso e che chiaramente ringrazio sempre per le sue critiche.

Etichetta Anika

Per info o acquisti contattatemi tranquillamente tramite WhatsApp, o se volete tramite email che trovate nella pagina contatti.

03/012/2021

Nero d’Avola 2020
Nero d’avola 2021

Due annate a confronto, Nero d’avola 2020 (Margot) dopo 11 mesi di elevazione in tonnoneaux( ci rimarrà ancora un po’) e il Nero d’avola 2021 in fase di maturazione e stabilizzazione per poi a gennaio 2022 andare a elevarsi in tonneaux per i prossimi 12/14 mesi.

Le differenze di colore parlano già della differenza di età dei due vini, al naso non c’è storia nella 2020 iniziamo ad avere un naso maturo ,importante, la 2021 è un tutto frutta.

Stessa cosa in bocca, ad un tannino giovane e irruento ne corrisponde uno graffiante ed intrigante.

Amo fare questi confronti perchè danno l’idea di quella continua evoluzione che hanno i vini, materia viva, continuamente in evoluzione, materia che richiede tempo per esprimere questa natura in continuo mutamento, è questo che amo del vino, è un qualcosa che cresce con te , insieme percorriamo un pezzo di strada, per certi versi evolviamo insieme.

Amo i miei vini perchè sono vivi, sono vini di tempo, di pazienza, di cure, di crescita.

Un artigiano, compie ogni anno gli stessi gesti, usa le stesse attenzioni, incontra gli stessi problemi, ha la stessa pazienza e ciò che ottiene ogni anno è un qualcosa che ogni anno ha un anima differente, con sfumature diverse, che si mostra con il tempo che scorre inesorabile e che regale piccole o grandi soddisfazioni che l’artigiano scopre dopo un pò.

16/11/2021

14/11/2021

Una mia intervista

29/10/2021

Primi report dal Mondo.

25/10/2021

17/10/2021

16/10/2021

12/10/2021

04/08/2021

10/07/2021

05/07/2021

02/07/2021

01/07/2021

Durante questo duro anno ,che continua ad essere duro, di covid-19 nella mia piccola attività commerciale ne centro storico di Vittoria, ho offerto hai mi clienti bottiglie di Nero d’avola annata 2020, un vino fresco fruttato robusto, con una beva bellissima.

Questo vino è lo stesso vino che riposa nei fusti di rovere e tra qualche anno darà Margot 2020, poche bottiglie realizzate con la parte eccedente della vinificazione dell’annate 2020 tenendo in considerazione la varie colmature necessarie per la normale manutenzione dei fusti.

Un vino giovane ma dal carattere deciso con una frutta pronunciata di ciliegie, un colore molto carico ed in bocca tutta la robustezza del mio nero d’avola che incarna questa Sicilia cosi calda e rovente.

During this hard year, which continues to be hard, of covid-19 in my small business in the historic center of Vittoria, I have offered my clients bottles of Nero d’avola vintage 2020, a fresh and robust fruity wine, with a beautiful drink .

This wine is the same wine that rests in oak barrels and in a few years will give Margot 2020, a few bottles made with the excess part of the 2020 vintages taking into account the various fillings necessary for the normal maintenance of the barrels.

A young wine but with a strong character with pronounced cherry fruit, a very deep color and in the mouth all the robustness of my nero d’avola that embodies this Sicily so hot and scorching.

26/06/2021

Perfection does not exist, we can maybe try to barely touch it, for an instant but only for an instant, thinking of a perfect wine is crazy, thinking of a perfect wine made perfect by us is madness, no cellar technique, oenologist or gimmick chemist can make something or someone perfect.
Giovanni Papagno, as I told you, the only thing a man can do is have patience, patience for nature to take its natural course, wine is a constantly evolving material, the only thing we can wait is to be patient that nature itself of this matter combined with time, succeed and make this nectar that we love so much, more harmonious, a little more perfective, aware that what we will get will be only an expression of us that reflects what we are in a simple chalice.

16/06/2021

16/06/2021

13/06/2021

26/05/201

Note di degustazione

A tre mesi dalla messa in feuilleté bourguignon del mio cerasuolo reliquia, oggi ho fatto un nuovo assaggio valutativo.

L’evoluzione che sta avendo in legno sta dando una buona impronta al vino,un vino che, data l’esperienza fin qui condotta, aveva bisogno di tempo per rivelarsi meglio data la sua natura un particolare, nel suo Essere scorrono a parte il Nero d’avola ed il Frappato anche diverse varietà minori e reliquie.

Al naso e percepibile la sensazione di fumo data dal feuilleté bourguignon, acconpagnata, anche se ancora non perfettamente fusa, da sentori leggeri di rosa canina, continuo a sentire una nota di agrumi e cmq nel complesso un naso,per me, più floreale. Molto piacevole nel compenso, ancora da raffinare per una perfetta armonia,ma sembra essere più c raccordato rispetto agli ultimi assaggi.

In bocca dopo un momento di ossigenazione, risulta da subito molto avvolgente con una trama tanninica ancora graffiante, cmq caratterisca che ha sempre avuto fin dalla sua origine.

Dona una sensazione di calore, con un certo spessore in bocca ,inizia d avere una buona densità che lo rende pieno in bocca e netto nel manifestare la sua vera natura di selvaggia.

Il suo colore rispetto al tre mesi fa ha preso intensità e forza, più pieno , un rubino pieno di vitalità.

Questo vino a dicembre non mi aveva proprio convinto all’inizio, ma pian piano si è fatto largo ,si è fatto e si fa scoprire pian piano e mi sta intrigando sempre più.

Ancora a mesi davanti e sopratutto un estate per continuare la sua naturale evoluzione, vedremo in autunno se potrà andare in bottiglia o resterà una delle tante esperienze fatte in questi anni.

Ai prossimi assaggi.

Tasting Notes

Three months after putting my cherry relic in feuilleté bourguignon, today I had a new evaluation taste.

The evolution that it is having in wood is giving a good imprint to the wine, a wine that, given the experience carried out up to now, needed time to reveal itself better given its nature a particular, in its Being Black flows apart d’avola and Frappato also several minor varieties and relics.

On the nose you can perceive the sensation of smoke given by the feuilleté bourguignon, accompanied, even if not yet perfectly fused, by light hints of dog rose, I continue to feel a note of citrus and anyway a nose, for me, more floral. Very pleasant in compensation, still to be refined for perfect harmony, but it seems to be more connected than in the last tastings.

In the mouth after a moment of oxygenation, it is immediately very enveloping with a still scratchy tannin texture, cmq character that has always had since its origin.

It gives a feeling of warmth, with a certain thickness in the mouth, it begins to have a good density that makes it full in the mouth and clear in manifesting its true nature of wildness.

Its color, compared to three months ago, has gained intensity and strength, fuller, a ruby ​​full of vitality.

This wine in December did not really convince me at the beginning, but slowly it has made its way, it has grown and is being discovered slowly and is intriguing me more and more.

Still months ahead and above all a summer to continue its natural evolution, we will see in the autumn if it can go in the bottle or it will remain one of the many experiences made in recent years.

To the next tastings.

21/05/201

Pilsner
IPA

IPA

Blanche

A quasi un mese di distanza ,dopo aver imbottigliato la Pilsner ,che devo dire mi ha sorpreso per il bellissimo aroma che lascia in bocca , mi sono cimentato in una IPA che oggi ho imbottigliato.

Una IPA ambrata volutamente non eccessivamente aramatica, lo so le ipa sono birre molto aromatiche, ma ho voluto usare lo stile ipa per una birra un po’ più austera, se mi passate il termine, vedremo come sara tra qualche settimana.

In fermentazione ho anche una bellissima Blanche ,che viene su molto bene e sono in procinto di fare la mia prima cotta totalmente inventata da me, diciamo la mia prima ricetta fatta da 0.

Almost a month later, after bottling the Pilsner, which I must say surprised me by the beautiful aroma it leaves in my mouth, I tried my hand at an IPA that I bottled today.

An amber IPA deliberately not overly aramatic, I know the ipa are very aromatic beers, but I wanted to use the ipa style for a beer that is a bit more austere, if you pass me the term, we will see how it will be in a few weeks.

In fermentation I also have a beautiful Blanche, which turns out very well and I am in the process of making my first crush totally invented by me, let’s say my first recipe made by 0.

19/05/2021

26/04/2021

Argomento puramente da blog.

Ieri oltre al consueto appuntamento con le consuete colmature e l’assaggio di una bottiglia di Emily 2017, la mattinata è stata presa quasi tutta dalla mia prima cotta e non intendo cotta adolescenziale, ma cotta con cui si fa la birra.

Primissima esperienza per me con il far la birra, non vi nascondo d’aver fatto un casino di sporco cercando di mantenere tutto super sanificato, visto che da quello che ho capito la birra è super sensibile alle infezioni.

Il risultato di questa prima cotta domenicale per produrre una pilsner la vedremo tra qualche settimana.

So già che il grado alcolico sarà leggero, un po ricercato, un po frutto della prima esperienza, ma sono già a lavora per lanciarmi nelle prossime cotte, ho in mente una IPA, una Barley Wine e non mi dispiacerebbe cimentarmi in una Lambic.

Questo covid mi ha stufato ho bisogno di sfogarmi a far qualcosa.

Purely blog topic.

Yesterday, in addition to the usual appointment with the usual fillings and the tasting of a bottle of Emily 2017, the morning was taken up almost entirely by my first crush and I don’t mean adolescent crush, but the one with which beer is made.

Very first experience for me with making beer, I won’t hide from you having made a mess of dirt trying to keep everything super sanitized, since from what I understand beer is super sensitive to infections.

We will see the result of this first Sunday crush to produce a pilsner in a few weeks.

I already know that the alcohol content will be light, a little refined, a little fruit from the first experience, but I’m already working to launch myself into the next batches, I have an IPA in mind, a Barley Wine and I wouldn’t mind trying my hand at a Lambic.

This covid got me bored I need to let off steam to do something.

26/04/2021

Ieri dopo tempo ho aperto una bottiglia di Emlily 2017, il mio Frappato che dopo 27 mesi di legno riposa da circa 10 mesi in bottiglia e ci resterà fino all’autunno.

Al naso un esplosione di frutta sotto spirito, con note balsamiche molto intense e delicate, la bocca conferma i profumi, con una nota amaricante molto decisa e devo dire coinvolgente, molto fresco al palato, con un tannino che un po in equilibrio tra un graffiante e solleticante, se mi passate il termine, una incredibile persistenza, molto lunga, a mio parere, con un finale di dolce bel delineato e riconoscibile.

Devo fare una considerazione sul Frappato elevato in legno, sopratutto con lunghi affinamenti, il carattere tipico della varietà, che normalmente esprime vini fruttati di facile e piacevole beva, a cui facile è approcciarsi, in legno al contrario ci ritroviamo con un vino decisamente molto diverso, con concentrazioni molto nette, sentori decisamente maturi, la cui beva diviene più importante.

In senso positivo, perchè ricercato, abbiamo un ribaltamento del vino stesso, da fresco fruttato e beverino, ad un vino più impegnativo e robusto.

Ne amo in bocca la decisa nota amaricante unita alla freschezza, a mio parare il Frappato può con passaggi importanti in legno dar vita a vini di un certo spessore, la mia idea con Emily è non lasciare relegata una varietà come il frappato a vini da beva immediata, ma cercare di dargli altre sfumature degne del grande vitigno che è.

Vedremo come evolverà nei prossimi mesi ed anni.

Yesterday after a while I opened a bottle of Emlily 2017, my Frappato which after 27 months of wood rests for about 10 months in the bottle and will remain there until autumn.

On the nose an explosion of fruit in alcohol, with very intense and delicate balsamic notes, the mouth confirms the aromas, with a very decisive bitter note and I must say engaging, very fresh on the palate, with a tannin that is a little balanced between a scratchy and tickling, if you pass me the term, an incredible persistence, very long, in my opinion, with a delineated and recognizable dolce bel finish.

I must make a consideration on the high Frappato in wood, especially with long refinements, the typical character of the variety, which normally expresses fruity wines that are easy and pleasant to drink, to which it is easy to approach, in wood on the contrary we find ourselves with a decidedly very different wine , with very clear concentrations, decidedly ripe scents, the drink of which becomes more important.

In a positive sense, because it is sought after, we have an overturning of the wine itself, from fresh fruity and drinkable, to a more demanding and robust wine.

I love the strong bitter note in the mouth combined with freshness, in my opinion the Frappato can with important steps in wood give life to wines of a certain thickness, my idea with Emily is not to leave a variety such as frappato relegated to drinking wines immediate, but try to give it other nuances worthy of the great grape that it is.

We will see how it will evolve in the coming months and years.

12/04/2021

02/04/2021

Note di degustazione

Assaggio estemporaneo della mia reinterpretazione del vino di vittoria di un tempo , partendo dal primo disciplinare del Colonnello Coria e aggiungendo un mix di varietà reliquie.(devo trovare un nome per questo vino, introdurlo ogni volta è troppo lungo)

Da più di un mese in fusto, il colore sta evolvendo sulle tonalità consone alla tipologia del blend, del resto sempre un cerasuolo è, un bel ciliegia che nell’ultimo mese è migliorato tantissimo.

Al naso appena prelevato si sentiva un accenno di rosa canina e dopo qualche minuto esce fuori invece quella nota di agrumi, quasi fosse scorza d’arancia, una nota che ha sempre avuto ultimamente, pian piano che prende temperatura sembra venir fuori la nota di mostarda siciliana, con tutte le mandorle e la cannella, non so se è giusta come definizione o se è una nota di miele in realtà, ma mi ricorda tanto la mostarda siciliana, ed in modo delicato ma ben presenti i frutti rossi.

Al palato un tannino ancora ruvido, continua il suo carattere scontroso, un corpo medio ma avvolgente, i sentori terziari iniziano a incorporarsi al vino, ma meno intensamente di come mi spettavo, anche se il tostato è presente, decisamente migliorato dall’ultimo assaggio, un vino che dimostra ancora una volta la sua necessità di tempo, sicuramente si addice al caso la frase il “Tempo è una grande amalgama“.

Come ultima nota ,inizia pure a venir fuori ciò che già sapevo ed anche il motivo per cui ho scelto la tipologia dei fusti, ovvero le differenze tra i due fusti,almeno attualmente se pur minima , ma inizia, la 5 sembra leggermente mi morbida in bocca, al contrario della 6 che conserva ancora la sua ruvidezza, chiaramente differenze oggi molto molto minime, frutto esclusivamente di una attenta comparazione.

Tasting Notes

Extemporaneous tasting of my reinterpretation of the Vittoria wine of yesteryear, starting from the first disciplinary of Colonel Coria and adding a mix of relic varieties. (I have to find a name for this wine, introducing it every time is too long)

For more than a month in the barrel, the color has been evolving on shades suited to the type of blend. After all, it is always a cherry, a beautiful cherry that has improved a lot in the last month.

On the nose just picked up you could feel a hint of dog rose and after a few minutes that citrus note comes out, as if it were orange peel, a note that has always had lately, slowly which takes temperature the note of mustard seems to come out Sicilian, with all the almonds and cinnamon, I do not know if it is right as a definition or if it is a note of honey in reality, but it reminds me so much of the Sicilian mustard, and in a delicate way but very present the red fruits.

On the palate a still rough tannin, continues its grumpy character, a medium body but enveloping, the tertiary hints begin to incorporate into the wine, but less intensely than I expected, even if the toasted is present, definitely improved by the last taste, a wine that once again demonstrates its need for time, the phrase “Time is a great amalgam” certainly fits the case.

As a last note, what I already knew also begins to come out and also the reason why I chose the type of shells, that is the differences between the two shells, at least currently albeit minimal, but it starts, the 5 seems slightly soft to me. mouth, unlike the 6 which still retains its roughness, clearly today very very minimal differences, the result exclusively of a careful comparison.

27/03/2021

La mia intervista su Wine TV

26/03/2021

Il mio bis-nonno Francesco, detto “Massa Francè” che era un contadino che aveva il suo vigneto ad alberello sulle dune sabbiose proprio difronte al mare, non solo produceva un vino che a quei tempi era un vino semplice,un vino contadino, ma era dedito anche ad una piccola produzione di aceto di vino ,dai racconti di mio padre e dei miei zii ,raffinata per quei tempi.

Io non l’ho mai conosciuto, ma dai racconti di mio nonno Carmelo, di mio padre e dei miei zii, presi appuntati da quando è nata in me la passione del vino e del mio territorio e della mia tradizione familiare, sono riuscito a ricostruire per sommi capi il metodo “Massa Francè”.

Un metodo per ottenere la base o mamma dell’aceto , d’un aceto anch’esso grezzo,rude contadino,ma non per questo meno raffinato.

Oggi sentiamo da più parti quanto sia importante salvaguardare le nostre tradizioni, io ho deciso di iniziare a salvaguardare quelle delle mia famiglia ognuno di noi ha nella sua famiglia delle tradizioni che sono fondamento per conseguenza delle tradizioni di un territorio e di un paese.

Produco vino, un vino contadino, artigianale affinato con lunghi passaggi ,amo questi vini , semplici perchè nascono da una semplice agricoltura e complessi perchè concedo loro il tempo per maturare e divenire complessi, mi hanno dato soddisfazioni, sto continuando, ma non dimentico la mia tradizione, le tradizioni della mia famiglia, esse sono radicate in me in modo indelebile, ne sono un piccolo custode e difensore e spero di poterle continuare a coltivare e tramandare e arricchire nel tempo, cosi che, chi dopo di me ci sarà possa apprezzarne il valore e comprendere il bisogno e la necessità di non dimenticare mai le proprie radici e tradizioni come punto da cui partire .

My great-grandfather Francesco, called “Massa Francè” who was a farmer who had his sapling vineyard on the sandy dunes right in front of the sea, not only produced a wine that in those days was a simple wine, a peasant wine, but he was also dedicated to a small production of wine vinegar, from the stories of my father and my uncles, refined for those times.

I never met him, but from the stories of my grandfather Carmelo, my father and my uncles, taken notes since the passion for wine and my territory and my family tradition was born in me, I was able to reconstruct briefly the “Massa Francè” method.

A method for obtaining the base or mother of vinegar, of a vinegar that is also raw, rough peasant, but no less refined.

Today we hear from many quarters how important it is to safeguard our traditions, I have decided to start safeguarding those of my family, each of us has traditions in his family that are the basis for the traditions of a territory and a country.

I produce wine, a peasant, artisanal wine refined with long passages, I love these wines, simple because they are born from simple agriculture and complex because I give them the time to mature and become complex, they have given me satisfaction, I am continuing, but I do not forget mine tradition, the traditions of my family, they are indelibly rooted in me, I am a small guardian and defender of them and I hope to be able to continue to cultivate and pass on and enrich them over time, so that those who will be there after me can appreciate their value and understand the need and the need to never forget one’s roots and traditions as a starting point.

24/03/2021

In queste domeniche ho saggiato l’annata 2017 del mio nero d’avola,diciamo che io è Margot abbiamo avuto dei weekend molto intensi ed intimi.

E sempre difficile fare un raffronto tra una annata ed un altra sopratutto quando la 2016 ha già un affinamento in bottiglia importante, ma inizio ad avere un quadro più chiaro della 2017 in riferimento alla 2016 in cui Margot ha fatto la sua comparsa riscuotendo tanti attestati di affetto.

In Margot 2016 una parte della massa era vinificata a raspo ,e si sente quella nota vegetale evoluta in modo ottimale con il lungo affinamento,la 2017 invece è stata vinificata deraspando tutto,causa raspo non ottimale,secondo me durante quell’annata, quindi maggiore risalto dei frutti rossi ,pieni e maturi.

Ma c’è anche un altra differenza che ho notato con piacere, nella 2016 ho utilizzato un tappo monopezzo da 24mm, nella 2017 invece ho optato per un tappo monopezzo da 26 mm, questo sembra aver fatto si, avendo il tappo stesso una tenuta meccanica migliore, che l’affinamento sembri più lento in bottiglia, immagino che la migliore tenuta permetta una più lenta o forse lentissima microssigenazione attraverso il tappo stesso rispetto alla 2016 in cui il tappo era da 24 mm.

Chiaramente questo dovrebbe portare ad una evoluzione in bottiglia,penso migliore ,perchè più lenta e sopratutto ad una migliore longevità evolutiva del vino.

Ricordo che la 2016 sia in Margot che Sophie il vino dopo i primi 8/9 mesi iniziava a sembrare più concentrato ,nella 2017 al contrario questa concentrazione sembra più lenta decisamente migliore rispetto a Novembre quando lo assaggiai l’ultima volta, al contrario il naso sembra più pronto ed esplosivo rispetto alla 2016 .

Vedremo nei prossimi mesi come evolverà la cosa, ancora tanto tempo in bottiglia per il tardo autunno.

On these Sundays I tasted the 2017 vintage of my nero d’avola, let’s say that Margot and I have had very intense and intimate weekends.

It is always difficult to make a comparison between one vintage and another, especially when 2016 already has an important refinement in the bottle, but I begin to have a clearer picture of 2017 in reference to 2016 in which Margot made its appearance collecting many certificates of affection.

In Margot 2016 a part of the mass was vinified in stalk, and you can hear that vegetal note evolved in an optimal way with the long aging, the 2017 instead was vinified by derasping everything, due to not optimal stalk, in my opinion during that year, therefore greater emphasis of red, full and ripe fruits.

But there is also another difference that I noticed with pleasure, in 2016 I used a 24mm one-piece cap, in 2017 I opted for a 26mm one-piece cap, this seems to have done yes, having the cap itself a mechanical seal better, that the refinement seems slower in the bottle, I imagine that the best seal allows a slower or perhaps very slow micro-oxygenation through the cap itself compared to 2016 in which the cap was 24 mm.

Clearly this should lead to an evolution in the bottle, I think better, because it is slower and above all to a better evolutionary longevity of the wine.

I remember that 2016 in both Margot and Sophie the wine after the first 8/9 months began to seem more concentrated, in 2017 on the contrary this concentration seems slower, much better than in November when I tasted it the last time, on the contrary the nose looks more ready and explosive than 2016.

We will see in the coming months how this will evolve, still a lot of time in the bottle for the late autumn.

19/03/2021

Primo assaggio valutativo a distanza di circa 3 settimane dalla messa in fusto del mia personale interpretazione del Vino di Vittoria di un Tempo (Cerasuolo di Vittoria + Mix di varietà Reliquia).

Inizio dicendo che questo vino ha intanto dimostrato di volere del tempo, se all’inizio non mi aveva convinto, poi mi ha stimolato a scommetterci.

Prima della messa in legno il suo naso aveva un accenno iniziale di agrumi, subito dopo una nota di miele e dopo veniva furori la frutta rossa con piccoli frutti di bosco, il bocca un tannino scorbutico e una certa rudezza generale, un corpo medio ma la cosa che mi ha spinto a scommetterci è una certa piacevolezza a volerne un’altro sorso per cercare di capirlo meglio, come se questo vino si volesse far scoprire o magari mi sbaglio solamente.

Il suo colore non è scuro,ma tipicamente rosso ciliegia, ma ancora un po torbido del resto non è stato filtrato e questo colore ciliegia, rispetto alla buona macerazione che ha avuto l’uvaggio di nero d’avola e frappato è dato dal blend che ho assemblato con l’uvaggio delle 10 varietà minori o reliquia con cui è composto questo vino, visto che la metà erano uve bianche e penso che la nota di miele scaturisca da queste varietà bianche perchè molte di esse erano anche molto mature.

A distanza di tre settimane, il naso sembra avere gli stessi sentori a cui ,dapprima in modo violento adesso in modo più consono, si è aggiunto un sentore di tostato,stessa cosa in bocca, forse un po più accentuato rispetto al naso.

Chiaramente la scelta di usare delle feuillette bourguignonne è stata ed è una scelta controcorrente, ora a parte l’aspetto affettivo, la scelta di usare dei fusti piccoli l’ho fatta perchè volevo seguire il carattere rude di questo vino, andare un po fuori seminato, cercare di non proformare i vini ad una sorta di standard, ci sono tanti buoni cerasuoli in giro qui dalle mie parti, tra Cerasulo di Vittoria DOCG e Classico, quasi tutti prodotti in un range di percentuale tra frappato e nero d’avola che oscilla tra il 60/40 in un senso o nell’altro, io cerco con il vino della mai città di essere meno ortodosso, non tanto per distaccarsi, ma per voglia e volontà di sperimentarci sopra.

Non avevo intenzione per adesso di produrre del cerasuolo, ma come ho spiegato in un precedente articolo su questo blog , l’idea mi è venuta per utilizzare il grande patrimonio di varietà minori o reliquia siciliane quando ho deciso di farlo ho scelto di sperimentarci su diversi aspetti , sia nell’uso di una componente mix di varietà minori o reliquia, osando nelle composizione del blend ,sia nell’affinarlo in un fusto di piccole dimensioni, con tutte le conseguenze che derivano dall’uso di fusti cosi piccoli ove la percentuale vino/legno è a favore del legno.

Chiaramente amo i vini molto concentrati, che per certi versi abbiano in loro la forza di sfidare il tempo con la loro longevità e vederne negli anni l’evoluzioni in maturità,qui con questo vino oso e oso tantissimo,vedremo come evolverà.

Un cerasuolo di vittoria con una forte componente di varietà minori o reliquia messo ad elevarsi in un fusto tipico della borgogna, se non è osare questo.

Ai prossimi aggiornamenti in merito.

First evaluation tasting after about 3 weeks from the putting into cask of my personal interpretation of the Vittoria di un Tempo wine (Cerasuolo di Vittoria + Reliquia variety mix).

I begin by saying that this wine has in the meantime shown that it takes time, if at first it had not convinced me, then it encouraged me to bet on it.

Before being put into wood his nose had an initial hint of citrus, immediately after a note of honey and afterwards the red fruit with small berries came furious, the mouth a grumpy tannin and a certain general roughness, a medium body but the what prompted me to bet on it is a certain pleasure in wanting another sip to try to understand it better, as if this wine wanted to be discovered or maybe I’m just wrong.

Its color is not dark, but typically cherry red, but still a little cloudy after all it has not been filtered and this cherry color, compared to the good maceration that the blend of nero d’avola and frappato has had, is given by the blend that I assembled with the blend of the 10 minor varieties or relics with which this wine is composed, since half were white grapes and I think that the note of honey comes from these white varieties because many of them were also very ripe.

After three weeks, the nose seems to have the same hints to which, at first in a violent way now in a more appropriate way, a hint of toasted has been added, the same thing in the mouth, perhaps a little more pronounced than the nose.

Clearly the choice of using feuillette bourguignonne was and is a choice against the current, now apart from the emotional aspect, the choice of using small barrels I made it because I wanted to follow the rude character of this wine, to go a little out of seed , try not to proform the wines to a sort of standard, there are many good cerasuoli around here in my part, between Cerasulo di Vittoria DOCG and Classico, almost all produced in a percentage range between frappato and nero d’avola that fluctuates between 60/40 in one sense or another, I try to be less orthodox with the wine of the city, not so much to detach myself, but out of desire and willingness to experiment with it.

I had no intention of producing cherry tomatoes for now, but as I explained in a previous article on this blog, the idea came to me to use the great heritage of minor varieties or Sicilian relics when I decided to do so I chose to experiment with different aspects, both in the use of a mix component of minor varieties or relics, daring in the composition of the blend, and in refining it in a small barrel, with all the consequences that derive from the use of such small barrels where the percentage of wine / wood is in favor of wood.

Clearly I love very concentrated wines, which in some ways have the strength in them to challenge time with their longevity and see their evolution in maturity over the years, here with this wine I dare and I dare a lot, we will see how it will evolve.

A cherry of victory with a strong component of minor varieties or relic set to rise in a typical burgundy stem, if that’s not daring.

See you in the next updates on this.

15/03/2021

Margot 2016 vs Margot 2017

Tra le queste due annate ci sono delle differenze che nascono fin dalla vinificazione, normalmente vinifico i miei vini utilizzando una parte della massa , circa il 30 % , a grappolo intero, il raspo apporta sentori vegetali che con l’affinamento donano al vino caratteristiche particolari e peculiari.

Nell’annata 2017 la maturita dei raspi non mi ha convinto , e ho vinificato deraspando tutta la massa.

Differenze, annata 2016 presenza di toni vegetali, annata 2017 esplosione al naso dei frutti rossi.

In bocca la 2016 un tannino più ruvido, nella 2017 più sensuale.

2016 croccante-intrigante,2017 morbido-sensuale.

Penso di poter riassumere cosi le differenze, ma domenica prossima ci riproviamo con un nuovo assaggio.

09/03/2021

Il 28 febbraio ho riempito le due feuillette bourguignonne con il mio Cerasuolo Reliquia, mi spiego meglio, nel 2019 la Regione Sicilia ha registrato 9 varietà dette reliquia ,varietà autoctone divenute rare ed introvabili con l’intenzione di riportarne in voga la produzione e la vinificazione nell’ottica del recupero del nostro patrimonio varietale.

Questo mi ha dato l’idea di produrre il Vino di Vittoria cosi come si era solito fare un tempo, perchè un tempo il cerasuolo di vittoria non solo era prodotto da Frappato e Nero d’avola , ma anche con l’aggiunta di tutte quelle varietà che ogni contadino aveva nella “Linguata”.

La linguata era una striscia di terreno, in cui erano presenti diverse varietà a bacca sia rosse che bianche ,alcune erano destinate al serbo sia fresco che disidratate, altre venivano vinificate insieme al frappato e al nero d’avola.

Primo assaggio per prima colmatura.

Albanello, Alicante o Grénache, Carricante, Corinto, Damaschino, Malvasia di Lipari, Minnella bianca, Moscato bianco, Moscato d’Alessandria o Zibibbo, Nerello cappuccio, Nocera, Perricone, Alzano, Anonima, Barbarossa, Bottone Gallo, Bracaù o Grecaù, Canina, Carnuffino, Cornicchiola, Catanese nera, Coda di volpe, Cori di palummu, Dolcetta, Dunnuni, Grossonero, Fiore d’arancio, Fumusa, Inzolia nera, Lucignola, Maiulina, Marsigliana, Minnavacchina, Minnella nera, Montonico nero, Muscatedda, Nivureddu, Olivetta, Oriddru, Orisi, Precoce, Preventivo, Prunesta, Racina di vento, Racinedda, Recunu, Regina, Rosata, Rucignola, Scassabutti, Sultanina, Tallone, Tintorè o Ibisu, Verbo rosso, Visparola, Vitraruolo, Zu’ Matteo, Zuccarato , queste sono le varietà minori o reliquia che formano lo straordinario patrimonio varietale qui in Sicilia.

Sono riuscito attraverso uno ricerca nel mio territorio e nei territori limitrofi, girando vecchi vigneti alcuni ancora gestiti dagli ultimi anziani contadini altri dai loro figli, a reperire alcune di queste varietà circa una decina.

E cosi per gentile concessione dei relativi contadini, quest’anno ho potuto iniziare questo piccolo progetto di Vino di Vittoria al modo antico.

Questo vino è composto circa dal 40% di Frappato, dal 30% di Nero d’avola in uvaggio e per il restante 30% frutto di un uvaggio composto da quelle 10 varietà minori che sono riuscito a reperire, entrambi gli uvaggi dopo la fermentazione malolattica sono assemblati in un unico blend.

A metà dicembre ai primi assaggi di valutazione, onestamente non mi aveva convinto, aveva un naso che non mi convinceva, e un gusto inconsueto che non riuscivo a definire.

A distanza di un mese, era metà Gennaio una domenica lo portai a tavola ed iniziammo a berlo, incuriosì per prima mio padre che lo definì dal profilo selvaggio, poi iniziai ad cercare di capirne la vera natura e ad essere onesti mi ha affascinato ed intrigato.

Proprio quella domenica di metà Gennaio , presi la decisione di puntarci, il giorno dopo feci l’aquisto delle feuillette bourguignonne .

Ho scelto le feuillette bourguignonne per due motivi, uno perchè con una di queste iniziai a sperimentare cosa significhi elevare un vino in legno e mi era restata nel cuore e il secondo motivo e continuare ad alimetare il carattere selvaggio, rude, deciso alcolico di questo vino.

Vedremo come evolverà nelle prossime settimane e mesi, attualmente mi intriga.

24/02/2021

In questi giorni mi appresto a riempire queste due feuillette bourguignonne, arrivate la scorsa settimana, con una di queste iniziai a prender confidenza con l’affinamento dei vini dopo diversi anni passati a imparare a curare e seguire una vinificazione.

Quando nel 2016 presi la decisione di iniziare a fare un po più sul serio scelsi i tonneaux da 500 litri, perchè considero perfetta questa tipologia di fusti per i vini siciliani e per ciò che avevo in mente di fare io.

Però sono affezionato alla feuillette bourguignonne, ne conservo ricordi indelebili e avevo in mente da un po di utilizzarle per uno dei miei vini, considero questo fusto parte dalla mia microscopica tradizione e penso che per quanto giovane e microscopoica una tradizione non va mai dimenticata ma alimentata costantemente.

24/10/2020

Nelle mie bottiglie uso apporre un Sigillo prima di immergere il collo della bottiglia nella gomma lacca, un operazione molto rilassante quella della gomma lacca.

Per l’annata 2017 sto lavorando per migliorare l’efficacia del mio sigillo, dall’immagine potete vedere che ho aggiunto un Qr code, che in questo momento riporta alla pagina di Margot, ma l’intenzione e quella di creare una pagina per ogni vino e per ogni annata a cui si potrà accadere solamente dal Qr code della bottiglia.

Delle pagine dedicate al vino alla annata e al cliente, in cui, sopratutto dall’annata 2020, ogni cliente potrà trovare l’intero processo produttivo nelle varie fasi.

Non è qualcosa di complesso o complicato, vuole essere solamente un modo per comunicare a chi beve il vino, cosa sta bevendo e come si è arrivati a quel sorso. Quasi una sorta di quaderno di cantina consultabile da chi beve e vuole entrare ancor più in intimità con ciò che sta bevendo.

21/10/2020

Dopo circa 4 mesi della messa in elevazione dell’annata 2019,rispettivamente un Nero d’avola ed un Frappato, iniziamo a fare qualche assaggio per verificare come procede lo stato di elevazione.

Esaltante ancora la frutta in entrambi in particolar modo del Frappato, il Nero d’Avola al contrario inizia ad assumere più corpo, entrambi ancora giovani, passeranno almeno altri 14 mesi come minimo prima di andare in bottiglia.(Inverno 2021/2022)

Personalmente mi ha colpito il Nero d’Avola, che in bottiglia prende il nome di Margot, il mio nero d’avola riesce a sorprendermi sempre con il suo carattere che si rivela subito appena in bocca con il suo corpo cosi austero ed elegante.

Il Frappato con il suo carattere naturale di tutta frutta, si dimostra ancora giovane come se fosse stato messo in elevazione adesso e questa è una buona indicazione per me su come potrebbe evolvere positivamente nel prossimo anno.(Emily)

Ai prossimi assaggi.

16/10/2020

Primi assaggi vendemmi 2020, Nero d’Avola (21 babo circa), raccolta fine settembre, ancora un succo di frutta senza zucchero e con alcool, gli aromi classici si sentono tutti, sembra avere un bel caratterino, anche se ancora acerbo, ci vorrà almeno un mese buono e un bel po di assaggi, che sacrificio, per avere il quadro completo dell’annata ,ma le premesse sono eccezionali,covid-19 permettendo.