Etica

Vini naturali, vini 00, io preferisco riassumere i miei vini con il termine “vini agricoli”, vini che nascono dalla terra, nel rispetto della tradizione, una tradizione agricola, fatta di gesti e tempi.

Vini agricoli espressione di quell’unione inscindibile che esiste tra suolo-clima-agricoltore, vini non frutto di logiche o mode di marketing, ma frutto di quei gesti quotidiani, insiti nel DNA di ogni contadino.

Nonostante abbia 43 anni, ho 20 anni di agricoltura intensiva alle spalle, un’agricoltura che vive di logiche di mercato, mode, tecnologie, esasperazione tecnologica.

Un’agricoltura molto spesso non più adeguata per essere definita agricoltura.

Il suolo tutt’uno con la vite, per me sono diventati come una medicina, una medicina che mi ha riportato da sfruttatore a custode della terra.

Ogni agricoltore è solamente un semplice ed umile custode della terra e come custode deve rendersi conto che deve solamente occuparsene.




Ho riscoperto il piacere della cura, dell’attesa, del ritmo della vita. Ho riscoperto i miei sogni di giovinezza spersi per un po’, come l’idea di un vino che resista al tempo, almeno per un po’.

Un vino che può essere bevuto dopo 20 anni ed emozionare ancora come quando lo si assaggiava appena vino.


Questo per me sono i miei vini, vini agricoli, vini di garage, vini d’attesa, vini di pazienza, vini di cura, vini di sogno, vini di emozione.

Se penso al mio passato di agricoltore-sfruttatore della terra, l’unica cosa che ricordo è lo stress e la frenesia della produzione.


Se penso invece al mio inizio serio nel mondo del vino, nel 2016, ricordo l’emozione del primo sorso quando il mio Nero d’Avola fu vino, l’emozione dell’arrivo delle botti, l’emozione di riempirle e il seguirle per un anno, l’emozione dell’imbottigliamento, l’emozione di aprire qualche bottiglia durante i due anni di affinamento, l’emozione e l’euforia di preparare l’etichetta, avrò consumato una risma di carta, l’emozione è il divertimento nella preparazione della bottiglia per la vendita, l’apporre i sigilli, i pomeriggi passati a sciogliere la gommalacca e la soddisfazione delle persone che si sono fidate di me e hanno voluto i miei vini e li hanno apprezzati e continuano a farlo.

Se penso ai miei primi 4 anni da piccolissimo produttore, penso solamente alle emozioni ricevute, emozioni che spero di far ritrovare ad ognuno di voi attraverso un semplice sorso di vino.